Blog

28 Marzo 2025

Architectural Prompting: oltre il render, l’inpainting come strumento di esplorazione progettuale

L’inpainting è una delle funzionalità più sorprendenti e versatili dell’intelligenza artificiale generativa. Nato come strumento per “riparare” o riempire porzioni mancanti di un’immagine, oggi trova applicazioni molto più sofisticate, diventando un vero alleato per chi si occupa di progettazione architettonica.

Ma cosa significa fare inpainting, quali strumenti si possono usare e soprattutto, in che modo può aiutare architetti e tecnici a progettare meglio?

>> Vuoi rimanere aggiornato e ricevere articoli come questo? Clicca qui, è gratis

Cos’è l’inpainting

L’inpainting è una tecnica di AI generativa che consente di modificare una parte di un’immagine esistente, riscrivendola sulla base di un prompt testuale. In pratica, si seleziona un’area da cambiare (una finestra, una facciata, il materiale di un pavimento), si descrive a parole cosa si desidera vedere, e l’intelligenza artificiale la ricrea in modo coerente con il contesto dell’immagine originale.

Nel contesto architettonico, questo significa poter:

  • sostituire un rivestimento murario con un altro materiale;
  • modificare l’assetto di un balcone o una facciata;
  • aggiungere vegetazione o sistemi ombreggianti;
  • inserire nuovi arredi in uno spazio interno;
  • rimuovere elementi indesiderati (come automobili, cartelloni, ostacoli visivi).

Tutto questo avviene senza bisogno di modellazione 3D o post-produzione complessa: basta un’immagine, una maschera e un prompt.

Seguici anche sul nostro nuovo Canale Telegram!

Tre strumenti per fare inpainting (dal più semplice al più avanzato)

ChatGPT + DALL·E
È il modo più semplice per iniziare. ChatGPT consente di creare o caricare un’immagine, cancellare una parte con il cursore e inserire un prompt testuale. L’AI genera nuove varianti della porzione selezionata. Ideale per test veloci e sperimentazioni preliminari, non richiede competenze tecniche né installazioni.

Photoshop Firefly
Integrato in Photoshop (beta), Firefly consente di selezionare un’area con lo strumento Lazo e sostituirla con un contenuto generato tramite descrizione. È perfetto per chi già utilizza Photoshop e cerca maggiore controllo sul risultato visivo, con strumenti avanzati di fusione, correzione colore e livelli.

ComfyUI (per utenti avanzati)
ComfyUI è un’interfaccia grafica per Stable Diffusion che permette di costruire workflow personalizzati. Con nodi specifici per l’inpainting (es. “inpaint conditioning”, “mask”, “IP-Adapter”), è possibile ottenere un controllo totale sul processo, mantenere coerenza tra più immagini e lavorare su stili specifici. Richiede installazione locale e una curva di apprendimento più ripida, ma offre risultati di livello professionale.

Come si fa in pratica

Per utilizzare l’inpainting servono tre elementi fondamentali:

  • un’immagine di partenza – può essere una foto reale, un render o uno sketch;
  • una maschera – ovvero la parte dell’immagine da modificare, selezionata manualmente o automaticamente;
  • un prompt testuale – la descrizione di ciò che si desidera generare in quell’area.

Due esempi

Modificare la facciata dell’edificio
Immagina di voler testare un’alternativa sostenibile per la facciata di un edificio rivestito in laterizio. Con l’inpainting puoi intervenire direttamente sull’immagine senza rifare il render. Ad esempio, puoi utilizzare un prompt come:

“Replace the brick cladding with vertical wooden panels in a natural tone. Add climbing greenery around the windows.”

In pochi secondi, l’intelligenza artificiale sostituirà il rivestimento originale, mantenendo ombre, profondità e coerenza prospettica. Il risultato? Un’immagine aggiornata che puoi usare per discutere con il cliente, proporre varianti progettuali o semplicemente esplorare nuove soluzioni di linguaggio architettonico.

Architectural Prompting: oltre il render, l'inpainting come strumento di esplorazione progettuale 20250326 Immagine 01
Fig.1_Immagine generata con DALL-E; crediti: Luciana Mastrolia

Cambiare un dettaglio e aggiungere un oggetto
L’inpainting è utile anche per interventi puntuali su singoli elementi, come ad esempio la sostituzione di una porta o l’aggiunta di oggetti per dare più carattere alla scena. Ecco un possibile prompt:

“Replace the front door with a vertical slatted wooden door in warm tone. Add a black vintage bicycle leaning against the wall next to the door.”

In questo caso, l’AI non solo cambia l’aspetto della porta, ma integra nel contesto un oggetto realistico (la bicicletta), valorizzando l’atmosfera della scena e aiutando a trasmettere l’identità del progetto. Uno strumento utile anche per presentazioni, moodboard o concept visivi.

Architectural Prompting: oltre il render, l'inpainting come strumento di esplorazione progettuale 20250326 Immagine 02
Fig.2_Immagine generata con DALL-E; crediti: Luciana Mastrolia

Un impatto concreto sulla progettazione

L’inpainting non è solo un esercizio grafico, ma uno strumento progettuale potente. Permette di:

  • iterare più rapidamente sulle idee, evitando tempi lunghi di modellazione;
  • visualizzare varianti senza dover rifare un intero render;
  • coinvolgere il cliente con alternative realistiche e immediate;
  • semplificare la comunicazione progettuale, soprattutto in fasi preliminari o concorsuali.

Un altro aspetto fondamentale è la possibilità di aggiungere un alto livello di dettaglio a un’immagine esistente, senza dover passare da una modellazione 3D completa o spendere ore in post-produzione su Photoshop, per un risultato che spesso rischia comunque di apparire forzato o poco coerente. Con l’inpainting, invece, il risultato è immediato, contestuale e sorprendentemente credibile.

Un esempio avanzato in questa direzione è il lavoro di Fadi H. Kacem, architetto che utilizza l’inpainting come strumento progettuale per generare scenari urbani realistici, interventi di retrofit o test di facciata su immagini reali, con una precisione che consente di integrare elementi architettonici complessi in contesti esistenti senza dover ricorrere a ricostruzioni tridimensionali.

Perché provarlo ora

In un’epoca in cui la progettazione deve essere veloce, adattiva e comunicabile, strumenti come l’inpainting offrono nuove possibilità per esplorare rapidamente alternative diverse senza rinunciare alla qualità. Non sostituiscono il progetto, ma lo potenziano, creando uno spazio intermedio tra l’idea e il disegno esecutivo. E spesso, da quell’intermezzo nascono le intuizioni migliori.

Suggeriamo:

Fonte: EdilTecnico

News